Samedi, 1 Février 2014
Cambiando casa e vivendo tra vento e pioggia, mi sono abituata anche a inzupparmi come un biscotto nel latte senza battere ciglio. Forse perchè l'ombrello risulta essere decisamente inutile in un paese dove sembra che Mary Poppins debba apparire da un momento all'altro.
Il pensiero di oggi è che ho veramente sbagliato scuola nella mia vita. Dal primo giorno che ho messo piede in quel liceo, ho capito che ero nel posto sbagliato e che non ci saremmo mai trovati d'accordo. E uno cosa fa? Rinuncia alla voglia di chiudersi tutta la vita in una cucina? Quindi per adesso mi ritrovo ad armeggiare in casa, per quanto mi sia possibile. Come si fa a non amare i sapori che si mescolano? Grazie ad un ragazzo che ho conosciuto qui, adesso guardo anche il vino giusto da abbinare ai vari piatti. In un certo senso credo che la cucina sia come una bellissima storia d'amore. Quando due ingredienti combaciano perfettamente. Bisogna creare, tentare, seguire il proprio istinto e soprattutto (come ti insegna Gordon Ramsey) bisogna assaggiare i proprio piatti. Non è difficile. Certo, c'è chi è più bravo e chi invece non ha la pazienza nè la dedizione necessaria. Cucinare ti purifica l'anima. Prenditi nel momento in cui sei pieno di problemi, che vorresti spegnere il cervello per un momento e concentrarti su altro. Impegnati a preparare anche una semplicissima torta. Misura gli ingredienti, mettili tutti insieme, crea il piatto giusto. Ti ritroverai a passare un'ora o due ore della tua giornata in cui non ricordi di aver pensato ad altro se non allo zucchero o al lievito.
Ricordo una volta che preparai pollo e gamberetti al curry con riso a parte. La salsa ci mise 3 ore il pomeriggio a cuocersi e io ci misi 5 ore totali a preparare tutto. Ero la persona più rilassata e felice al mondo. Non mi importava di aver perso tutto il sabato pomeriggio sui fornelli, l'unica cosa che mi interessava era vedere le mie amiche che assaggiavano il mio piatto e che mi dicevano gli eventuali errori.
Ognuno è portato per un certo tipo di lavoro. Ognuno di noi ha la propria natura. Chi dietro ad una scrivania, chi a vendere piastrelle, chi tutto il giorno in piedi a servire piatti e perchè no, chi a pulire camini o a riordinare la casa e prendersi cura della famiglia. Non tutti riescono a trovare la propria strada, ma i 20 anni servono a questo. I 20 anni servono a sperimentare ogni tipo di lavoro fino ad arrivare a quello giusto. Poi arriverà il giorno che vorremo mettere su famiglia, oppure fermarci per cercare di avere un futuro sicuro. E quindi ci accontenteremo di quello che troviamo e dello stipendio che riceviamo.
Poi arriva un altro pensiero contrastante. Se non avessi fatto quella scuola, dove mi troverei adesso? Avrei avuto lo stesso il coraggio di mettermi in gioco con una lingua che non conoscevo abbastanza bene? Una cosa sicuramente sfavorevole sarebbe stata la mia migliore amica. "Chaque personne" ha la sua storia. La nostra è molto semplice. Io ho attraversato tante amicizie che con l'andare avanti negli anni si sono affievolite. Si è spenta quella magia che c'era all'inizio, quella voglia di raccontarsi e di passare del tempo insieme. Mentre lei non passava mai. Un giorno ci siamo ritrovate vicine di banco e abbiamo iniziato a parlare. Dopo due anni ci siamo accorte che eravamo fatte per volerci bene più di quanto pensavamo. Siamo molto diverse. Abbiamo discusso poche volte, ma per il semplice motivo che non c'è bisogno di litigare quando c'è il rispetto reciproco e la voglia di ascoltarsi nonostante i pensieri contrastanti. Anche a 1161 chilometri, mi sembra sempre di averla qui. E perchè no, me la immagino spesso che cammina con me in questa città e che prende parte alla mia nuova vita. Partire comporta sempre a rinunciare a qualcosa. Ti eri immaginata un futuro che probabilmente non ci sarà, ma che in qualche modo speri sempre che la tua vita si incrocerà con la sua, di nuovo, come quel giorno a scuola.
I pensieri di oggi mi portano a riflettere: se tornassi indietro, cosa cambierei? Probabilmente nulla. Rifarei tutti gli stessi errori e mi rimetterei in gioco mille volte, perchè per ogni felicità mancata, ce n'è sempre una pronta ad aspettarti da qualche parte e che non vede l'ora di urtarti.

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