Vendredi,
31 Janvier 2014
Ultimo giorno del mese. Mi perdo nella speranza del nuovo mese che sicuramente porterà soldi e tante soddisfazioni. L'autoconvincimento aiuta sempre nelle situazioni di perenne "sonosenzasoldimacontinuoaspenderli". Il buio avanza in questa bellissima città e le luci dei lampioni si accendono una ad una. Trovo che di notte si cosparga di un alone magico, quasi stupefacente. La Grand Place sotto Natale sprigionava l'effettodroga, quando ti immergi in mille luci stupende che ti avvolgono mentre la musica riempie il vuoto dell'aria. E tu sei lì. Un puntino minuscolo in mezzo a centinaia di persone che rimangono in attesa e in uno stato di meraviglia.
Tra
le luci della piazza, si intravedono vari flash di macchine
fotografiche per immortalare quel momento, per dire "io c'ero."
perchè, in fondo, non è altro che questo: centinaia di migliaia di
foto tutte uguali che potresti benissimo trovare su internet, ma che
scattate con il proprio obiettivo ti fanno sentire parte del mondo.
Non è una critica. Io sono la prima che mi immedesimo in una turista
cinese a caccia di scatti temporanei e a raffica senza inquadrare
nemmeno l'oggetto.
Ma
più di tutti, mi sono sentita una stupida. Stupida perchè non ho la
lacrima facile e non l'ho mai avuta, ma quelle luci forse mi fanno
sentire un pò più bambina e allora ripenso al passato e a tutto
quello che non ho mai potuto provare.
Io ci penso. Ci penso spesso a quelle figure mancate che non hanno mai fatto parte della mia vita se non per i primi anni della mia esistenza. I ricordi spesso affievoliscono, ma ce ne sono alcuni che ti hanno lasciato quel segno impercettibile, ma sempre presente nella mente. E poi ci penso. Tutti vanno a mangiare dalla nonna la domenica, mentre io non ho mai avuto questo onore. Non mi sono mai sentita dire: "Et magné? Sit un pò patida, la mì babina." E forse non sono nemmeno le cose abitudinarie quelle che mi sono mancate di più. Forse sono i momenti un pò più speciali, quelli che capitano poche volte e che rendono una persona indimenticabile ai tuoi occhi. Forse avrei fatto meno errori nella mia vita e forse sarei stata più attenta in certe situazioni. Mi sarebbe piaciuto che mi avessero visto come sono oggi, che nonostante tutti gli errori, sono in una città che vive al centro dell'Europa. Avrei voluto provare la mancanza della vostra presenza e non di dover sopprimere la mancanza della vostra assenza.
Però volevo dirvi che qui giù va tutto bene, che la vita è bella perchè faccio mille sforzi per vivere. Ho mille dubbi che condivido con qualcuno e che non mi giudica per quello che sono, ma che mi ama senza dovermi cambiare. Tanto lo sanno tutti. Io non sono mai stata una ragazza elegante o raffinata. Io sono così. Senza troppe parole (ma con in mano un raggio di sole per teeee). Cambio umore da un momento all'altro. E sapete cos'è? Ho anche pianto con lui e non lo avevo mai fatto con nessuno se non con babbo e mamma. Piangere era un segno di vulnerabilità e il mondo non è abbastanza sensibile per vederti piangere. Anzi, il mondo di guarda e ti chiede cos'hai fatto per il semplice motivo che è curioso di sapere la tua storia e di infilare i piedi dentro i tuoi problemi, giusto perchè la sua vita lo annoia. Però invece ho pianto con lui. E non volevo smettere perchè finalmente mi sentivo a casa. Non a casa perchè eravamo tra le mura domestiche, ma perchè mi ha fatto sentire protetta come quando piangevo tra le braccia dei miei genitori.
Forse,
finalmente, dopo tante sofferenze, il destino ha deciso di farmi un
regalo bello grande per scusarsi di tutti i pacchetti bomba che mi
aveva rifilato.
Sono
così e lo so che voi mi vedete in ogni angolo della Terra.
