giovedì 20 marzo 2014

Le printemps qui nous change

Jeudi, 20 Mars 2014

Premier jour du printemps. Il y a le soleil et j'ai de la chance vu que il n'y a pas le soleil en moi. Je pense que j'irai fermer plus tôt comme ça je peux profiter du beau temps. 

Le printemps est magnifique. La saison des amours qui éclorent ensemble aux fleurs qui s'ouvrent. C'est la saison des promesses, quand on croie en un futur meilleur. C'est la saison des sourires parce qu'on hume une aire différente et surtout plus chaude. D'aujourd'hui, on commence à penser aux vacances, à projeter les prochains mois avec plus joie. On n'a pas envie de s'enfermer dans un bureau ou bien dans sa maison pour étudier. On a seulement envie de prendre une toile et de s'étendre au soleil dans un parc. J'aime beaucoup regarder les enfants qui vont au parc dans l'après-midi et qui jouent avec les amis. Les bot pétals tombent et ils se laissent emporter par le vent. Les allergies commencent et les nez sont tous bouchés. 
Le premier jour du printemps, pour moi, signifie toujours "mal à la tête". C'est pour ça que j'ai besoin de rester à l'extérieur. Quelque fois, la meilleure cure pour l'âme est seulement le soleil. Il faut fermer les yeux et réspirer. Aujourd'hui, rien ne marche mal. Tout va bien, même si j'ai beaucoup des problèmes lié au travail. Le beau temps crée une bulle de joie qui sûrement va se casser demain. 
Bonjour printemps, bonjour à toi et à la bonne humeur. Tu m'es manqué.

sabato 15 marzo 2014

Qui part avec toi, reste toujours

Samedi, 15 Mars 2014

Eccolo qui. Finalmente quel tempo che non sai mai come vestirti perchè un giorno c'è il sole, mentre il giorno dopo piove tutta l'acqua che può piovere. Umidità a non finire e nubi grigie.  Però domani dovrebbe fare bello e questo rallegra gli animi della popolazione belga. 
Oggi la vivo bene. Nonostante la situazione sia quella che sia. Le pressioni sono tante e i soldi sono sempre quelli che ti stanno col fiato sul collo più di tutti. 
Lo scorso week end sono tornata in Italia per salutare un pò di gente, per vivere un pò come un'imolese normale e.. non ci sono riuscita. Sono stata bene come al solito con la famiglia e le amiche, ma mi accorgo che ormai quel mondo non fa più parte di me, se non per le poche persone alle quali sono affezionata. Il parco dove ho passato l'estate scorsa, ogni sera estiva, mi ha deluso non tanto per l'atmosfera (la quale era decisamente bella tra caldo e compagnia), ma mi ha deluso dal punto di vista di gente che la frequenta. 
Solitamente ci si andava per rilassarsi, stare con gli amici e prendere un pò di sole primaverile che non fa mai male. Invece mi sono ritrovata in un branco di banalità e gente vestita di tutto punto per non sfigurare davanti all' "Imola che conta" (anche se, diciamocelo, fa abbastanza ridere tutto ciò). 
Non mi appartiene più anche se mi accorgo che pure io facevo parte di quel mondo. Uscire dall'Italia ti mette di fronte ad ogni sacrificio possibile ed inimmaginabile. La metà di quella gente che ad Imola si sta grattando perchè tanto hanno i genitori che gli stanno dietro, se uscisse dalla realtà in cui vivono, sarebbero completamente sperduti. Vacanze pagate, colazione pagata, vestiti lavati, camera privata, cena pronta. Uscire ti aiuta a cavartela e, magari, a fidarti un pò più del prossimo. Ti insegna l'umiltà di aiutare gli altri. E quello che penso io è che ci vorrebbe una cazzo di legge per cui i ragazzi, finiti gli studi (che sia università, superiori) siano sbattuti fuori a calci nel culo per provare la vera vita. Per provare che la birra che ti prendi il sabato sera è un sacrificio che fai nei giorni successivi e che cerchi di recuperare i soldi nella cena del lunedì. Io ero una di quelle persone che non contava il peso del denaro. 
Ogni tanto condanno il mio menefreghismo. Però ho deciso di essere indipendente perchè volevo cercare di costruire una persona che potesse essere amata per la sua indipendenza e la maturità che si è creata. Volevo costruire una persona della quale sarei stata fiera e orgogliosa di presentare alla gente. Per cui questa settimana sono in lotta contro il ragazzo "italianomedio" che non fa niente nella vita e che non ha un'aspirazione., ma che viene trascinato dalla corrente. 
Il cambiamento più grande che ho visto in questi 6 mesi, è la persona con cui condivido la stanza. E' sempre stata una persona spavalda, gran qualità a parer mio che le ha sempre permesso di avere un lavoro anche quando non ce n'era per gli altri. Propositiva in ogni situazione che spesso mi ha dato forza senza accorgersene. Gran compagna di viaggio che ti sorprende le giornate. Oltre ad essere una buona amica, è anche una persona che non molla mai. Ha mille idee, mille confusioni in testa che non lo sa nemmeno lei, ma da quando è qui a Bruxelles, non è la stessa persona che è partita a settembre. Ha cambiato il suo francese, il quale era la sua più grande paura. Forse in questo periodo mi sto perdendo un pò io, dato che sto provando sensazioni nuove e che forse sono un pò persa, ma tornare a casa e sapere che c'è lei, sempre e comunque, almeno in questo anno, mi rende felice. Lei comunque qui è la mia famiglia (insieme al mio ragazzo), ma è completamente diverso. Dividere lo stesso letto per 6 mesi con una persona crea comunque un certo tipo di legame per la quale riserverai sempre un posto speciale nel cuore. E il fatto che questa convivenza stia andando bene, nonostante piccoli battibecchi, è che ognuna comunque non ci pesiamo a vicenda e che ognuna si sta creando la propria vita.
La mattina non mi sveglio mai da sola. A volte mi sveglio che lei sta dormendo sopra il mio cuscino e io magari ho rimasto quei 5 centimetri prima di finire fuori dal letto.
Quando ha fame, mangia. Ed è colpa del ciclo, ma è comunque perennemente a dieta. E ci sono le serate "schifezza" dove mangiare è la priorità.
Si fa i tatuaggi quando vuole, fa un pò quello che vuole quando vuole, e un pò mi ha trascinato in questo tornado anche a me. Si vive meglio. Perchè la vita pesa e, a volte, hai bisogno di qualcuno che te l'alleggerisca.

Je te remercie, mon amie. "Un compagnon de voyage qui parle avec nous, fait paraitre moins longue la rue."