Vendredi, 7 Février 2014
Ho optato per il costato per il terzo tatuaggio. Questo dovrà essere un incentivo per cercare di avere un fisico parzialmente decente per portare quella fantastica canottiera tanto tamarra, ma che a me piace 'na cifra (dedicata all'amica romana che ha appena lasciato la città per tornare in Italia).
L'argomento dei tatuaggi è alla fine tanto discusso nei giorni nostri. "Questi giovani che si disegnano la pelle proprio non li capisco". E' una moda, ma una moda che non fa male a nessuno e che non dovrebbe scaturire pregiudizi agli occhi della gente. I tatuaggi sono una forma d'arte personale che decidiamo di imprimerci nella pelle. Sono la storia da decifrare di ogni persona e non
sempre è comprensibile. C'è sempre qualcosa da scoprire in ogni tatuaggio. Il 10% delle gente che si tatua magari lo fa perchè gli piace un determinato soggetto e allora vuole averlo a tutti i costi in qualche parte del corpo. Ma il restante 90% è esattamente come un libro che deve essere letto e capito.
Ci si tatua le lettere dei propri cari, date importanti che hanno segnato la nostra vita con tale arroganza, animali che hanno un particolare significato, i simboli maori che devono essere studiati a fondo per avere il giusto senso. Bisogna decidere se farlo a colori oppure solo nero, se donar loro della luce o se tenerli un pò più spenti, magari per non farli risaltare troppo. L'unica cosa importante è l'essere sicuri di tatuarsi qualcosa.Io ho ponderato a lungo ogni singolo tatuaggio (che poi ne ho due eh), giusto perchè non volevo stancarmene. Il significato è sempre importante come base di un disegno, se poi si vuole aggiungere qualcosa di particolarmente creativo e che ci piace, beh.. ben venga!
Ho una fenice sulla caviglia con la scritta "Never give up" (= non arrendersi) perchè mi ero rotta il crociato e sinceramente ho dovuto faticare molto per rimettermi in gioco. La fenice è sicuramente il simbolo della rinascita fisica e spirituale. La frase, invece, mi ricordava ogni giorno che non era il momento di lasciare perdere tutto, ma che credere in qualcosa faceva sempre comodo per sentirci un pò più vivi.
Un tatuaggio è una grande sofferenza che abbiamo passato, un obiettivo raggiunto che faticavamo da tanto tempo. E' la data della nascita di nostro figlio, il nome dei nostri genitori o di un grande amico che ci ha lasciati. E' partire per un'altra città e volersi sentire comunque un pò a casa.
C'è un mondo tanto arretrato che impone che un disegno sul braccio dia fastidio alla popolazione che entra in un negozio e vede uno scarabocchio che lo serve. Non è infettivo e non dovrebbe nemmeno essere un pregiudizio. Cosa c'è di strano se un ragazzo con un teschio sul braccio lavora in un bar e vi serve un caffè? Il caffè sarà sempre uguale sia servito da una persona tatuata che da una persona senza tatuaggi.
Ancora una volta viene fuori la cattiveria che si nasconde dietro l'umanità per un semplice e innocuo tatuaggio.
Siamo davvero tanto arretrati? Su questo potremmo anche ampliare l'argomentazione verso l'omosessualità, ma è giusto tenersi qualche discussione in momenti più appropriati e con più parole.
La vita è di ognuno. Ognuno può decidere cosa fare del proprio corpo senza doverne pagare per forza le conseguenze o dover rendere conto alla società che impone determinate regole. Ci manca solo che il mondo diventi un grandissimo Giappone che non ammette tatuaggi. Non puoi entrare in una piscina o alle terme o comunque tenere il tatuaggio in bella vista che sarebbe simbolo di ribellione nei confronti della monarchia, instaurata appunto in questo paese. Per fortuna non siamo arrivati a questo livello di ignoranza e di arretratezza perchè se no la metà della popolazione esistente su questa Terra, non potrebbe viverci.
Un tatuaggio è una pagina della nostra vita e noi siamo il libro dove poterla scrivere.
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